IN QUANTI SIAMO

 

 AD OGGI IL COMITATO E' COMPOSTO DA 112 GENITORI

Sono uno dei genitori che da inizio settembre si sta interessando al problema delle scuole sorto dopo il terremoto. In queste settimane con altri genitori ho raccolto informazioni, incontrato amministratori, sentito pareri di tecnici, partecipato a riunioni ed assemblee. A seguito dell'indisponibilità delle scuole elementari, gli obiettivi sono stati chiari: seguire il problema delle nuove scuole ed avere sicurezza per l'edificio delle scuole medie.

Le pubbliche assemblee tenute dopo il terremoto avevano portato elevato consenso verso le scelte dell'Amministrazione Comunale. I danni alle Scuole elementari erano dichiarati ingenti, con somme per la sistemazione che oscillavano dagli 800.000 euro al milione e mezzo di euro. La soluzione preventivata era il noleggio di container ove collocare le scuole elementari in attesa di costruire poi una nuova scuola. Riguardo alle Scuole Medie se ne garantiva la sicurezza con la necessità di minimi interventi.

Personalmente le prime perplessità mi sorsero dopo che la gara per il noleggio dei container andò deserta (fine agosto) e ci si trovò a dover trovare una soluzione alternativa. Da allora per me ed alcuni genitori cominciarono ad accendersi alcuni campanelli d'allarme che nel tempo sono aumentati e hanno portato al senso di sfiducia attuale, condiviso con altri genitori. Per chiarezza e semplicità li vado ad elencare seguendo un ordine cronologico:

  1. Il noleggio dei container. La soluzione prospettata dall'Amministrazione fu il noleggio di container per ospitare le classi elementari. Come noto la gara andò deserta per motivi economici: il bando presentava un prezzo troppo basso per il servizio richiesto. Quello che mi lasciò e ancora mi lascia perplesso è il balletto di cifre fatto nel corso delle settimane: 200.000 euro (verbale Consiglio Istituto 20 giugno), poi saliti a 350.000 fino a mezzo milione. Possibile che non si avesse idea di quanto sarebbe costato il tutto? Il risultato fu una gara deserta.

  2. Tutti alle scuole medie. Non potendo seguire la strada dei container, si dovette trovare una soluzione alternativa. Per breve tempo si pensò all'ipotesi di stipare elementari e medie alle Scuole Medie occupando anche i laboratori e gli uffici, in attesa della costruzione di un nuovo edificio in due anni. Un'idea quantomeno bizzarra, anche dal punto di vista della didattica, fortemente contrastata dai genitori. Col senno di poi, considerando anche la chiusura di due classi alle scuole medie, un'intuizione correttissima da parte dei genitori.

  3. Il referendum. A seguito dell'opposizione dei genitori a mettere tutti alle medie (con acquisto comunque di altri 4 moduli prefabbricati), si doveva decidere il da farsi. Due le opzioni messe ai voti con referendum dei genitori: realizzazione di tutti gli spazi della scuola elementare con moduli prefabbricati o costruzione di una nuova scuola nell’attesa della quale verranno utilizzati il piano terra dell’edificio delle Scuole Medie più una struttura prefabbricata in legno. Partecipa al voto il 56% dei genitori (affluenza incredibile) ed il 60% sceglie la prima opzione. Le scelte da prendere paiono ovvie; tuttavia l'amministrazione, definendo il referendum meramente consultivo, sceglierà una terza opzione.

  4. La terza opzione. La soluzione definitiva (dalla pagina facebook di PerPoggio): “prevede la costruzione in 6 mesi di cantiere (possibilità verificata nella giornata di ieri dopo contatti con Comuni ed imprese che stanno costruendo alcune nuove scuole in Emilia) di una nuova scuola in legno, non con strutture modulari, in classe energetica A o A+ e con certificazione antisismica. La nuova scuola sarà quindi pronta per il settembre 2013. Per questo anno scolastico, verrà acquistata una struttura prefabbricata in legno, che prevede una realizzazione entro 45 giorni dall'affidamento dell'incarico alla ditta, dove verranno ospitate (secondo un criterio di sicurezza che privilegia gli alunni più piccoli) le 2 prime, le 3 seconde e le 3 terze della Scuola Primaria”. A mio parere una soluzione di ben poco diversa nella sostanza da quella che aveva vinto il referendum. Se si fosse seguito il parere dei genitori si avrebbe avuta una nuova scuola risparmiando il prezzo dei moduli (750.000 euro!) e in tempi ben più ristretti. La mia sensazione è che l'Amministrazione ne abbia fatto una questione di principio facendone ricadere il costo sulla comunità poggese.

  5. Differenze. Il 15 settembre con altri due genitori incontro il Sindaco Rinaldoni. Ci dice che le promesse fatte nell'Assemblea pubblica dal Vicesindaco sono difficili da mantenere. In particolare: la costruzione dei moduli temporanei non finirà entro la fine di ottobre e dovremo avere doppi turni sicuramente anche in novembre (come in effetti è); la costruzione della nuova scuola in un anno è un'ipotesi remota (e in effetti alla luce delle ultime informazioni se va bene sarà pronta a dicembre 2013); per le nuove scuole potrebbero esserci problemi di reperire i fondi dalla Regione, avendo avuto sinora solo promesse che rischiano di diventare parole vuote con la caduta del Consiglio Regionale lombardo (speriamo non sia così, senza i soldi della Regione rischiamo di rimanere in ballo un sacco di tempo). Il colloquio mi lascia perplesso, possibile che il Sindaco ci dica cose diverse da quanto asserito dal Vicesindaco? Purtroppo lo scorrere delle settimane sta dando ragione al Sindaco...

  6. Scuole Medie. Il 20 settembre con altri due genitori, il Sindaco e l'Ing. Ottoboni (tecnico strutturista incaricato dal Comune di Poggio) visioniamo le Scuole Medie. Ne esco con altri campanelli d'allarme: tutto dovrebbe essere a posto, i bambini sono già a scuola, e invece no. Una crepa sul muro esterno che si vede fin dalla strada che non era stata vista prima, vetro rotto e marciapiedi sconnessi sul cortile interno, soffitto di un bagno al primo piano con infiltrazioni d'acqua, crepe varie dentro e fuori. Insomma, la Scuola Media che ci era stato detto essere a posto si mostra ben diversa. E gli eventi successivi ci daranno ragione.

  7. Chiusura di una classe (o due). L'8 ottobre una classe posta sull'ala destra dell'edificio delle Scuole Medie viene chiusa ed i bambini immediatamente evacuati. Stessa cosa per la classe adiacente. Pare ci siano problemi ad un neon. A richiesta di spiegazioni alla Dirigente Scolastica ricevo la seguente risposta: “la classe 1^A è stata spostata in quanto la riparazione di un neon comporta la necessità di intervenire sul controsoffitto. La classe 1^ B è stata spostata su richiesta delle docenti per ragioni organizzative”. Penso: ma se fosse venuta una scossa di terremoto e si fosse staccato il neon cadendo in testa ad un bambino uccidendolo? Nell'ultima Assemblea pubblica ho rivolto la stessa domanda agli amministratori; la risposta: scena muta. Sconcertante.

  8. La relazione Ottoboni. Mi interesso sempre più attentamente alla questione scuole, raccogliendo documentazione. Fondamentale la relazione fatta il 12 giugno dall'Ing. Ottoboni, tecnico strutturista incaricato dal Comune di Poggio. Asserendo che non si debba ritenere inagibile il fabbricato, egli scrive: “Laddove siano presenti controsoffitti, i locali sono da ritenersi non utilizzabili fino a completa verifica della stabilità della controsoffittatura”. Ma come, dopo 3 settimane di scuola è stata chiusa una classe dove c'era il controsoffitto, possibile? Ma la prescrizione dell'Ingegnere è stata seguita? Che siano stati messi i bambini in locali che invece erano da ritenersi utilizzabili? Credo domande legittime, anche alla luce delle risposte silenziose degli amministratori in pubblica sede. E ancora scrive Ottoboni: “Necessitano interventi di ripristino delle fessurazioni che si sono formate in taluni punti sulla muratura; in fase di ripristino il sottoscritto chiede di poter verificare se la lesione è limitata allo strato di intonaco o se interessa anche il blocco sottostante”. Come detto la Scuola presenta crepe non sistemate;, una crepa viene addirittura lavorata e sistemata con tanto di martello pneumatico ed inserzione di ferri nei muri il 17 ottobre. Ma non erano interventi da fare prima dell'apertura delle scuole e non con i bambini dentro?

  9. La scala antincendio. Per garantire maggiore sicurezza in più occasioni l'Amministrazione aveva detto che avrebbero messo una nuova scala antincendio alle Scuole Medie se pure non richiesta. Nella delibera di Giunta ove si dà l'incarico per la costruzione della scala si legge che si deve “provvedere in tempi rapidi all'adeguamento richiesto dai Vigili del Fuoco”. Una contraddizione evidente, ancora una volta si gioca con le parole su un tema come la sicurezza.

  10. La relazione dell'Ufficio Tecnico. A seguito richiesta documenti, ci viene fornita relazione eseguita dall'Arch. Vincenzi, responsabile dell'Ufficio Tecnico di Poggio Rusco. La relazione riguarda lo stabile delle Scuole Medie. Anche qui altri campanelli d'allarme: la relazione è del 17 ottobre, oltre un mese dopo l'inizio delle Scuole. Ed è stata fatta perchè alcuni genitori hanno rotto le scatole. Possibile che nessuno si sia preoccupato prima di avere una relazione sullo stato delle Scuole Medie, anche alla luce di quanto scritto da Ottoboni che dichiarava inutilizzabili alcuni locali della Scuola? E ancora si legge che i lavori saranno terminati in 20-30 giorni, quindi lavori ancora da compiere con i bambini dentro. E ancora si dice che sono stati richiesti preventivi per la redazione o verifica della sicurezza: adesso? La relazione dovrebbe tranquillizzarmi, invece mi accende altri campanelli d'allarme.

  11. La palestra delle Scuole Medie. Dalla pagina facebook di PerPoggio: “Regione Lombardia finanzierà i lavori (ancora da quantificare in maniera definitiva) per ripristinare, prima dell'inizio dell'anno scolastico, la piena agibilità delle palestre delle Scuole Medie e delle Scuole Elementari. Scadenza non rispettata. E, come appreso nell'ultima assemblea pubblica, si prevede di spendere 70.000 euro per sistemare la palestra delle Scuole medie e poi... abbatterla per farne una nuova. Una scelta amministrativa per me incomprensibile.

  12. Certificati di agibilità. Leggiamo quanto diceva il Vicesindaco nel Consiglio d'Istituto del 20 giugno: “La Scuola secondaria di primo grado è stata dichiarata edificio completamente agibile, anche se ci sono situazioni da monitorare; venerdì sarà rilasciata certificazione di agibilità per poter utilizzare il plesso per la realizzazione del Grest e quindi fare entrare nella struttura i ragazzi”. Abbiamo richiesto certificato di agibilità sismica provvisoria ma ci è stato risposto che per la scuola non serve. Diversi tecnici da noi interpellati la pensano diversamente poiché il tecnico Ottoboni incaricato dal Comune indicava parti inutilizzabili e interventi da eseguire (non solo situazioni da monitorare). Ancora diceva il Vicesindaco in quel Consiglio d'Istituto rispondendo ad un genitore: “Non vengono rilasciati, per prassi, alcun certificato di agibilità”. Cosa devo pensare? Che basta andare oltre la prassi e far redigere, come promesso, certificato di agibilità.

  13. Antisismicità. La nostra Scuola Media è priva di certificato di idoneità statica (certificato antisismico): la legge lo prescrive anche se dà tempo fino a dicembre per redigerlo. L'Amministrazione ha pensato bene, dopo quello che è successo, di mandare i bambini in una scuola che ne è privo. Ricordo qui le parole in Assemblea pubblica del Vicesindaco: “Non manderemo i bambini in una Scuola che non abbia tutto a posto come richiesto dalla legge al 100%”. Questa frase non la ricordo solo io ma anche altri genitori. Ricordo che tale certificato alcuni comuni limitrofi l'hanno acquisito durante l'estate. Comunque, il 18 ottobre è stato dato incarico per svolgere tale indagine antisismica. Erano giunti tre preventivi: uno da 41.500 euro, uno da 38.045 e uno da 16.000. La scelta è caduta su quello di 16.000 euro. Speriamo non si cada nel detto: “con poco si ha poco”. Speriamo che da questa indagine non si evidenzino lavori importanti da svolgere.

  14. Antincendio. Da quanto mi risulta la Scuola Media è sprovvista anche di Certificato di Prevenzione Incendi.

  15. Le nuove scuole. Come ricordato, sono state promesse nuove scuole elementari per l'inizio del prossimo anno scolastico. Dalle ultime notizie fornite dagli amministratori i tempi si sono dilatati almeno di tre/quattro mesi. Vogliamo che le promesse vengano mantenute e i moduli temporanei abbandonati quanto prima. Avere le scuole elementari divise e dover traghettare gli alunni alle scuole medie per la mensa o i laboratori è un disagio da eliminare quanto prima. Ricordiamo che paesi fortemente colpiti dal terremoto hanno già da settimane scuole definitive.

Questi i fatti. Credo siano sufficienti per giustificare il senso di sfiducia che è andato crescendo in chi ha seguito queste vicende. Una sfiducia che non è diventata rassegnazione ma cittadinanza attiva, voglia di informarsi. L'obiettivo è avere il prima possibile quello che spetta di diritto ai nostri figli e a chi lavora nella scuola: sicurezza e ambienti idonei e funzionali all'attività didattica.



Paolo Ghidini